Su Eluana la procura prende tempo, due nuovi appelli portatori d’acqua

La procura generale di Milano ha annunciato di volersi prendere “tutto il tempo che la legge concede” per decidere se impugnare o no il decreto della Corte d’appello che autorizza il padre a sospendere l’alimentazione di Eluana Englaro. “Tutto il tempo” significa un anno, a meno che Beppino Englaro non notifichi il provvedimento alla procura generale. Leggi Acqua per Eluana Englaro
23 LUG 08
Ultimo aggiornamento: 17:03 | 23 AGO 20
Immagine di Su Eluana la procura prende tempo, due nuovi appelli portatori d’acqua
Roma. La procura generale di Milano ha annunciato di volersi prendere “tutto il tempo che la legge concede” per decidere se impugnare o no il decreto della Corte d’appello che autorizza il padre a sospendere l’alimentazione di Eluana Englaro. “Tutto il tempo” significa un anno, a meno che Beppino Englaro non notifichi direttamente il provvedimento alla procura generale, e in tal caso il termine scenderebbe a sessanta giorni. Rispetto all’ipotesi che egli decida comunque di sospendere l’alimentazione della figlia, il sostituto procuratore Ganfranco Montera ha detto di credere “fermamente che non lo farà”. Ma è evidente l’assurdità della situazione.
La Cassazione potrebbe giudicare illegittima, tra un anno, la decisione della Corte d’appello, quando Eluana potrebbe essere già morta. Suo padre, infatti, può fin da ora procedere al distacco del sondino naso-gastrico attraverso cui la ragazza viene nutrita. Un esito irreversibile autorizzato da un provvedimento ancora suscettibile di impugnazione: l’evidente anomalia è stata denunciata oggi, in una conferenza stampa a organizzata Roma, alla presenza del sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella, dalle associazioni che si occupano di coma e stati vegetativi. La federazione nazionale associazioni traumi cranici e le associazioni Rete e Vi.ve. (Vite vegetative) hanno chiesto alla procura generale di bloccare il decreto esecutivo della Corte d’appello di Milano in base a tre considerazioni: lo stato vegetativo irreversibile di Eluana non è stato confermato da nuovi accertamenti medici; il sondino naso-gastrico non va considerato come medicamento, dunque non c’è accanimento terapeutico; non si può tener conto dei racconti su Eluana fatti da terze persone per desumere la sua volontà di morire piuttosto che di vivere in stato vegetativo. Le associazioni chiedono anche di avviare un censimento in apposito registro e un osservatorio sui malati in stato vegetativo, richieste sulle quali Roccella ha impegnato il governo. Fulvio De Nigris, dell’associazione “Amici di Luca”, ha definito “fondamentale attivare centri di recupero coordinati attraverso una rete”.

I presidenti emeriti
. Sempre oggi è stato diffuso un appello di insigni giuristi (i presidenti emeriti della Corte costituzionale Riccardo Chieppa e Cesare Mirabelli, oltre a Renato Baccari, Antonio Baldassarre, Gaetano Carcaterra, Marta Cartabia, Giuseppe Dalla Torre, Alberto Gambino, Giovanni Giacobbe, Aldo Loiodice, Marco Olivetti, Roberto Pessi, Aristide Police, Piero Sandulli, Fernando Santosuosso, Andrea Simoncini, Vincenzo Tondi della Mura, Giuseppe Valditara, Massimo Vari, Giuseppe Verde, Lorenza Violini). Nell’appello si sottolinea che la decisione della magistratura su Eluana “finisce per consentire una pratica di eutanasia, vietata dal nostro ordinamento, violando principi, da quelli più antichi (curam praetor habuit) a quelli a fondamento del sistema costituzionale, come i diritti inviolabili e la solidarietà, orientata in questo caso alla tutela del bene sommo della vita. Al di fuori di qualsiasi ipotesi di accanimento terapeutico, tale nefasto e deprecabile risultato viene raggiunto togliendo il sostegno vitale a una persona umana, tuttora vivente, riconosciuta come tale dalla stessa magistratura. Tanto è vero che il comportamento suddetto viene autorizzato sulla base della ricostruzione operata dal giudice, attraverso indici presuntivi, della volontà della Englaro”. I giuristi affermano inoltre che “non è concepibile usare un procedimento civile, prefigurato per legge per altre funzioni, per sacrificare irrimediabilmente la vita di una persona che è un bene indisponibile”.
Il Movimento per la vita di Torino invita infine tutti a portare una bottiglia d'acqua davanti al Duomo del capoluogo piemontese durante la giornata di oggi, giovedì 24 luglio. "Alle 19 – dice il comunicato – la giornata si concluderà con un appello pubblico".